SERIE B

Un anno da lupi, un anno di te. Le emozioni più belle del 2013

E’ stato un anno da incorniciare. Il 2013 dell’Avellino calcistica resterà per sempre negli annali dei tanti appassionati biancoverdi. Un anno, che ha regalato, gioie, qualche boccone amaro, ma soprattutto quel ritorno tra i cadetti insperato e inatteso se pensiamo all’inferno che ha dovuto sopportare questa piazza solo qualche annetto fa. A noi, non piace vivere di ricordi, ma solo vivere nel presente è questo presente per ora, e speriamo per lungo termine è roseo.

Un 2013 che mister Rastelli può raccontare ai nipotini quando sarà nonno. Emozioni a non finire per i lupi, tra le imprese spiccano quelle di Barletta (dallo 0-2 al 3-2) e Gubbio, dove sui vari forum dedicati ai biancoverdi sono risultate le vittorie determinanti per accedere in B dalla porta principale. Un torneo, quello scorso che ha visto Castaldo e compagni vincere ben nove volte lontano da Avellino, record con il torneo a trenta squadre (solo la Nocerina di Tano Auteri ha fatto meglio). Lo stesso blitz targato Biancolino nel derby con i cugini molossi è risultato decisivo. Emozioni a go go per definire il tutto in modo pittoresco e casareccio.

Le pecche: senza dubbio il ko interno con il Benevento. Sotto il nubifragio del Partenio-Lombardi, mister Carboni attuò una vendetta firmata Marotta e Marchi, era un Avellino stanco, bello a metà, reduce dall’altra batosta in quel di Pagani sei giorni prima nel posticipo del lunedì. Due sconfitte che fortificarono lo spogliatoio, ma che fecero infuriare patron Taccone, che chiudendo i suoi uomini nello stadio dichiarò di non voler perdere più fino al termine del torneo. La squadra ci era quasi riuscita, l’ultima sconfitta, infatti, è stata a pochi turni dal termine a Latina davanti a 1200 irpini, con un Di Masi già in festa!

La conquista della B: penultima giornata stadio Ceravolo di Catanzaro. Va in atto l’ultima trasferta dei lupi, il Perugia dei campioni è a meno cinque, ai lupi basta anche un pari per la miglior differenza reti. Dopo un primo tempo teso, e un occasione divorata dal pitone, Zigoni appena entrato servito da D’Angelo di giustezza batte Pisseri. Sugli spalti parte la festa, al triplice fischio le lacrime del cronista Santosuosso fanno il giro dell’Irpinia, ma non solo. Per la serie, “Chiamale se vuoi emozioni…”

Si riparte, c’è la Coppa Italia, ad Avellino arriva prima il Monza, poi il Cesena, una doppia vittoria di misura ci regala il terzo turno, ma a farla da padrone è il pubblico, oltre 20mila presenze per il doppio impegno estivo. Superate le 10mila unità anche nell’esordio vincente contro il quotato Novara. Avellino è una bolgia, si susseguono risultati pazzeschi, piegate Empoli, Ternana, la corazzata Padova (ieri), il Modena, le vittorie di Cittadella e Brescia, sfatati i tabù (Rigamonti e Ternana), in mezzo la vittoria sul Frosinone e la partita delle partite.

Juventus Stadium: si avete letto bene, Juventus Stadium, la carovana biancoverde, parte per la città della mole. In 5mila a sostenere dal 1′ all’ultimo capitan D’Angelo. Finirà 3-0 per le zebre, ma poco conta. I gol di Giovinco, Caceres e Quagliarella nemmeno esistono per la valanga verde. Per 90′ abbiamo fatto stropicciare gli occhi all’Italia intera. Avellino è tornato, ora ripartiamo come prima, più forti di prima, inseguiamo un sogno, o per lo meno accendiamo quella fiammella di speranza. Un’intera Provincia ha bisogno di riscatto, e nel calcio negli anni che furono l’Irpinia ha incantato mezzo Mondo. Allora mi chiedo perchè non provarci? Magari tra un anno sono quì a riscrivere di un altro articolone, e scusate la lunghezza, ma questo 2013 per me ha significato molto.

All’anno nuovo lupi!

 

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