Scandone, Gennaro Bellizzi al fratello: “Chissà se dall’alto puoi convincere qualcuno nel miracolo”

Scandone, Gennaro Bellizzi al fratello: “Chissà se dall’alto puoi convincere qualcuno nel miracolo”

La toccante lettera di Gennaro Bellizzi al fratello Mimmo, che ha scritto la storia della Scandone

di Redazione Sport Avellino
La Scandone potrebbe essere entrata nell’ultima settimana di vita. Il 12 luglio, infatti, si saprà tanto del futuro della Sidigas e delle società affiliate a De Cesare, anche quelle sportive. La situazione più complessa e ormai del tutto irreparabile salvo miracoli, è quella della Scandone, che dopo 71 anni rischia di scomparire, o almeno, dopo 19 anni di Serie A, di ripartire dai dilettanti.
Sui social tante le iniziative per salvare la Scandone, tra cui una lettera toccante di Gennaro Bellizzi al fratello Mimmo, scomparso prematuramente, e leggende della Scandone.

LA LETTERA DI BELLIZZI AL FRATELLO SULLA SCANDONE

“Io e te, fratello, abbiamo avuto questa maglia come una seconda pelle : l’abbiamo difesa sui campi più improbabili, rischiando anche la salute . In mente mi tornano le battaglie di Battipaglia e di Ragusa, di Alatri e Corato, di Chieti e Campli, il calcio che stampasti sul volto di uno di quel branco di scalmanati che mi circondò in Sicilia per picchiarmi dopo le mie proteste per una sconfitta ingiusta; mi ritornano i campi del Convitto , in cui, ragazzini, tifavamo, o della Tendostruttura CONI, invasa dai fumogeni prima della sfida per la C1, o del Pala Del Mauro in in cui sguainavi la sciabola contro gli avversari e ogni tanto ti rivolgevi al pubblico per spronarlo a incitarvi, per salvarci dalla retrocessione col Cefalù, o per guadagnarci la B1 col Matera, prodromi assolutamente indispensabili al passaggio nel basket che conta , alle vittorie delle Coppe. Nel cuore mi resta la tua voce ormai flebile e uno dei tuoi ultimi sorrisi, mentre mi confidi, con le forze ormai allo stremo che ” Con la Scandone ci siamo presi begli sfizi!”. Ora che tutto sta compiendosi nel modo peggiore, non mi rassegno e so che anche tu dai “Piani Alti”, soffri per questi colori: chissà che dall’Alto tu non possa convincere Chi Può, a fare il miracolo di restituirci questa maglia pronta a intraprendere nuove battaglie, con la dignità che noi Irpini abbiamo sempre dimostrato al mondo intero: fino alla fine io ci spererò !”.

 

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