Vanetti: “Banks ha scelto la Coppa del Vesuvio”

“Ma Avellino farà le Coppe? Un corno.  Al massimo farà la Coppa del Vesuvio”. L’addio di Adrian Banks ha lasciato l’amaro in bocca a tantissimi tifosi della Cimberio Varese che mal hanno digerito la partenza della guardia statunitense. Un rancore che ha colpito anche Flavio Vanetti, giornalista per la sezione basket de “Il Corriere della Sera” che, nell’edizione varesina in edicola ieri del quotidiano “La Provincia”, ha attaccato duramente la scelta del giocatore del Tennessee di firmare con la Sidigas Avellino allargando, al tempo stesso, il tiro anche al sodalizio di contrada Zoccolari. Quest’ultimo, a detta del cronista, non rappresenta la meta corrispondente ai desideri “europei” espressi inizialmente dal giocatore prodotto di Arkansas State University: “Adrian Banks ha lasciato Varese per Avellino(…) le coppe, ahimè, le vedrà con il binocolo”. Simili affermazioni di certo non rendono onore ad un mondo, quale quello della pallacanestro, in cui la competizione rappresenta uno dei valori imprenscidibili di questo sport sia per quanto riguarda lo spettacolo in campo sia in termini di campagna acquisti (domanda e offerta è uno dei capisaldi del mondo del lavoro). Accusare un atleta di avere poca coerenza con ciò che si afferma, come nel caso di Banks che aveva dichiarato voler ambire ad un team che gli offrisse la vetrina delle coppe europee (“ragazzi, mi dispiace, è stato bello e vi abbraccio, ma devo guardare al profilo della mia carriera”), è un gesto condivisibile o meno da chi si sente tradito da un simbolo di una stagione indimenticabile come è accaduto per la Cimberio Varese poco meno di ventiquattro mesi fa.  Nello sport e nella vita cambiar idea oppure l’opinione è lecito. La volontà di Banks nel sposare il progetto di coach Vitucci è stato dettato in primo luogo dagli ottimi rapporti instauratisi in occasione della stagione 2012-2013 quando per l’appunto l’ex Hapoel Helyon si è fatto conoscere alla lega italiana per le sue apprezzate doti di cestista che hanno fatto la fortuna del coach veneziano. Qualora fosse prevalso il principio economico, Banks non c’avrebbe pensato due volte a staccare il biglietto aereo per la Turchia. Etichettare, tuttavia, la stessa società della Scandone Avellino come un club che può disputare la fantomatica “Coppa del Vesuvio” costituisce un’accusa pressoché gratuita nei confronti di una dirigenza (quella attuale targata Sidigas così come le precedenti) che fa della serietà e della grande professionalità uno dei princìpi del proprio lavoro, al di là di scelte tecniche  rivelatesi giuste o sbagliate nel corso degli anni.  È opportuno, quindi, guardare all’erba propria e non a quella del vicino onde evitare di cadere in tali luoghi comuni che non fanno il bene del mondo della palla a spicchi che sta attraversando un momento critico ma pronta a ripartire e a rilanciarsi in vista della nuova stagione che aprirà i battenti tra poco più di tre mesi. Sul fronte del mercato le attenzioni di Vitucci e Nevola (in partenza per le Summer League di Orlando e Las Vegas) sono concentrate su Jaka Lakovic sempre più ai margini dal progetto tecnico della nuova Sidigas Avellino.  La società ha ormai messo in preventivo la volontà di transare il contratto col playmaker sloveno ma c’è da superare l’ostacolo relativo agli agenti che non sembrano minimamente intenzionati a voler fare sconti sugli accordi stipulati dall’entourage biancoverde col nativo di Lubiana. Decisivo, da questo punto di vista, sarà l’intervento di patron De Cesare.

Fonte:  “Il Quotidiano del Sud” del 05-07-2014

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