Legabasket, il punto: Venezia soffre ma non si ferma, psicodramma a Caserta

Una nona giornata scoppiettante, quella del massimo campionato di basket nazionale con tante partite combattute e in bilico nel punteggio fino alle battute finali. Ben cinque gli incontri finiti con uno scarto di 1 o 2 punti, più una gara finita al supplementare: l’ennesima dimostrazione di come solo il gioco del basket possa essere un’emozione continua. Partiamo dalla capolista solitaria Venezia che sbanca Pesaro, centrando la sua ottava W in nove incontri. L’89-90 finale in favore degli uomini di Recalcati matura alla fine di una gara pazzesca: gli orogranata chiudevano il terzo quarto sul +21 (55-76), prima di prendere un parziale di 34-14 nell’ultimo periodo. Ross (23 punti e 9 rimbalzi) ha anche la palla per il clamoroso sorpasso sulla sirena, ma viene stoppato da Stone, non riuscendo a coronare una rimonta che sarebbe passata agli annali. Grande protagonista per i veneti Hrvoje Peric (25 punti, 9 rimbalzi e 3 assist) e MVP di giornata. Alle spalle delle Reyer, inizia a rinvenire forte Milano che batte a domicilio Sassari (alla seconda sconfitta consecutiva), relegandola al quarto posto. Partita più simile ad un All Star Game che ad una gara di campionato, sia per il clamoroso 111-112 finale che per il gioco visto in campo (30 canestri da oltre l’arco e 11 schiacciate realizzate da entrambe le squadre). Bravo Banchi a giocarsela sui ritmi dei sardi, meno i sardi che non ne vogliono proprio sapere di difendere. Il top scorer dell’incontro è il biancoblu Sanders (32 punti), ma i canestri che decidono l’incontro sono di Brooks (25) e Kleiza (21 con 5 triple e 6 rimbalzi). Appaiata con l’Olimpia, c’è Reggio Emilia, che batte Capo d’Orlando al PalaBigi 77-65, grazie ai 25 punti di Della Valle (nominato MVP del mese di ottobre) e ai 15 e 14 rimbalzi di un sempre più positivo Polonara. In quinta posizione sale anche la neopromossa (e sorpresa a mani basse) Trento che raggiunge a quota 10 Brindisi e Cremona, entrambe sconfitte. I trentini hanno dato il nono dispiacere in altrettanti incontri a Caserta, dove la situazione ambientale sta ormai diventando una polveriera. L’88-90 finale in favore dei ragazzi di Buscagli ha portato alle dimissioni irrevocabili del GM Atripaldi e ad una furente contestazione dei tifosi. Eppure, stavolta, alla truppa di Markovski è mancato davvero poco per la prima gioia: trascinati da Young (35 punti) e da Ivanov (super partita da 18 punti e 6 rimbalzi) e dall’esordio di Vitali (risolti i problemi fisici) e Tessitori (arrivato in settimana da Sassari) la Juve è stata condannata dalla freccia del possesso alternato che ha premiato i ragazzi di Buscagli sul +2 a 2 secondi dalla fine. Trento non ha comunque rubato niente, appoggiandosi ai soliti Mitchell (28) e Owens (22) e dimostrando che il quinto posto è più che meritato. Serata da incubo a Brindisi che, oltre alla sconfitta contro Varese per 69-71, deve registrare il terribile infortunio di Cedric Simmons che ha di fatto chiuso la stagione del totem d’area di Bucchi. Una vera e propria tegola per i pugliesi che con il ritorno del centro ex Olympiacos, sembravano aver trovato la quadratura del cerchio, mentre torna a respirare Pozzecco dopo un’apnea durata sei sconfitte filate. Rautins, con le sue 7 triple e 25 punti, il killer per i lombardi, mentre i 15 di Denmon e James non bastano ai pugliesi. La partita meno in bilico (e meno spettacolare) della giornata si è giocata al PalaTiziano, dove la Virtus Roma ha battuto Cremona 63-50, grazie ai 16 di Bobby Jones e agli 11 (con 12 rimbalzi) di Jordan Morgan. Per una giornata, l’attacco di Pancotto batte in testa, senza l’apporto dei soliti Hayes e Vitali. Grosse emozioni al Pianella, espugnato per la seconda volta di fila in 7 giorni. Dopo Brindisi, è Pistoia a prendersi i 2 punti, dopo aver vinto per due volte l’incontro. Infatti, una clamorosa tripla a fil di sirena di Johnson – Odom (alla fine 19 per lui) impattava il match sul 68 pari, rendendo necessari altri 5 minuti extra. Qui i toscani (che già hanno subito un paio di beffe in questo campionato) sono stati bravi a non abbattersi e trascinati da un Brown da 25 punti e dai 13 + 13 di Linton Johnson, riuscivano a spuntarla per 76-80.

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