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Poche parole, tanti fatti. Forte, Tito e i primati dell’umiltà

Numeri da record, atteggiamento umile

Se l’Avellino ha cambiato marcia, infilando 10 risultati utili consecutivi e macinando numeri da record, gran parte del merito è del forte spirito di gruppo che caratterizza i biancoverdi. I lupi costituiscono un blocco di cemento unico, unito nelle difficoltà ancor prima che nei momenti di gioia. Questo forte senso di unione fa sì che ogni settimana e ogni partita emerga un protagonista diverso, un uomo capace di trascinare i lupi verso la vittoria. Attorno alla tavola rotonda biancoverde, però, ci sono due calciatori che più di ogni altro stanno impressionando per continuità di rendimento: Francesco Forte e Fabio Tito.

Il portiere e il terzino sono due titolari inamovibili per Braglia da inizio torneo e non potrebbe essere altrimenti. La qualità delle loro prestazioni e la capacità di incidere sul risultato, con giocate dal peso specifico notevole, sono fattori che emergono dalle statistiche e a cui il tecnico biancoverde non può affatto rinunciare. Se si prendono in considerazione i dati dei due calciatori, infatti, si evince come entrambi occupino posizioni di rilievo – da primato assoluto in Italia, ma non solo – nelle classifiche inerenti ai loro ruoli e ai loro compiti.

Numeri da record

Come più volte sottolineato, Forte è il portiere che vanta la più alta percentuale di clean sheets (porta inviolata) d’Europa. Con 12 gare su 15 senza subire reti, il numero 22 occupa il primo posto in questa classifica con una percentuale clamorosa del 75%. Al secondo posto c’è Bachmann del Watford (66,7%), mentre l’italiano più vicino è Buffon (60%, con appena 5 partite giocate).

Al tempo stesso, con l’assist messo a referto contro la Casertana, Tito ha scalato la classifica dei migliori rifinitori d’Italia. Centrando quota 9, il numero 3 ha agganciato al primo posto Calhanoglu, Mkhitaryan, Mancosu e Zerbin. La qualità nel cross e in generale nella rifinitura dell’ex Vibonese permette ai lupi di poter contare su una vera e propria “lampadina”, capace di accendersi anche nei momenti meno positivi e di illuminare il resto della squadra.

I primati dell’umiltà

Ma ancor più del primato nazionale in sé, ciò che colpisce di Forte e Tito è la straordinaria umiltà con cui collezionano e vivono questi numeri. Sia il portiere che l’esterno sono due straordinari esempi di umiltà sin dal loro arrivo ad Avellino. Alle parole hanno sempre preferito i fatti, lavorando con determinazione e saggezza, dando il meglio di sé sul rettangolo verde. È anche per questo che sono stati capaci di issarsi in vetta alle classifiche nazionali di rendimento, ma soprattutto è anche per questo che il popolo biancoverde ha imparato subito ad amarli. I loro sono primati figli dell’umiltà, i più apprezzati dalla gente d’Irpinia.

Leggi anche l’analisi di giornata: Avellino da 10 in pagella.

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